domenica, 03 giugno 2007
LocandinaIl film, vero e proprio paradigma di coerenza, sin dal principio imprigiona l'occhio nella rete compatta di soluzioni narrative e stilistiche, rendendo in qualche modo inerte il movimento dell'immaginazione. Nulla nella trama sconvolge, perchè tutto nella trama è magnificamente anticipato dalla messa in scena: la parola è sempre in ritardo sull'immagine. Uno scarto che dona al visuale il potere di introdurre e sedurre e all'orale l'incarico di compensare e ironizzare.
Jack Sparrow prestigioso avventuriero? No. Vile bucaniere che dall'alto dell'albero della sua imbarcazione, con un salto, atterra sulla misera bagnarola che governa e che cerca di sgombrare dall'acqua imbarcata, il tutto mostrato attraverso l'uso di uno splendido montaggio che vede la prima inquadratura della scena, imperiosamente ripresa dal basso, accostata a quella seguente umilmente ripresa dall'alto, dove il protagonista assume relativamente ora la posa eretta e maestosa, ora quella curva e servile.
Verbinski si appoggia ad una robusta iconografia piratesca sfruttando i vari BarrieStevenson e Salgari, ma conferisce al suo pirata l'atteggiamento tipico dell'uomo moderno che attraverso il suo possedere le cose e le persone definisce la sua autorità. Lo scopo è dunque quello sistematico della conquista del veliero La Perla Nera, l'imbarcazione più veloce dei sette mari, conforme alla dimostrazione di un prestigio anche quando immeritato. Il prestigio è quello che condivide con il possesso la pura esibizione, ed è quindi quello anelato da chi vive un'esistenza estetica, fatta di apparenze e ostentazioni. Lo sono certo i fronzoli del look di Capitan Sparrow, tanto affezionato al suo cappello e al suo make-up, ma anche ad averi meno materiali, come la sua ciurma e la mole di prodezze che concorrono alla sua nomea. Verbinski, fedele alla linea, ostenta campi lunghi e larghi, assorbe nell'inquadratura le imponenti costruzioni e le doma come mostri giganti, siano essi galeoni sul mare, siano esse roccaforti sulla terraferma. Ma egli ci tenta anche con i piccoli piaceri, valorizzandoli con un uso del colore attraente. Basta pensare alla grossa e succosa mela verde venerata da Capitan Barbossa, o ancora all'oro scintillante dei dobloni maledetti, tutti valorizzati da dettagliati primi piani e radiose illuminazioni atti ad attribuirgli il valore di oggetti del desiderio.
SparrowI significati enfatizzati sono quindi quelli referenziali, quelli espressi dalla materialità delle cose, e il senso finisce per coincidere con la sensualità poichè non si sposta mai dalla superficie delle forme. Per questo motivo grande importanza è attribuita al micromontaggio e al montaggio giocato sull'esposizione più che sulla narrazione, poichè quest'ultima ha davvero bisogno di poche indicazioni verbali data la potente eloquenza delle immagini. Il ritmo è quello dettato dal vedere, dal desiderare e dall'ottenere e la storia non può far altro che emanare la sua semplicità, la sua natura di vetrina delle merci dove il protagonista indiscusso è colui che saccheggia.
Eppure, come Kierkegaard, Verbinski ci svela qualcosa dell'estetico Sparrow. Egli, teso solo al soddisfacimento dei propri desideri, trascura quei valori morali che gli permetterebbero di accedere alla sua coscienza, che gli permetterebbero di operare delle scelte nella vita, e così facendo è destinato alla vana ricerca di qualcosa che non sa, nei luoghi più sbagliati. Questo aspetto del protagonista è trattato in maniera delicata dal regista proprio perchè l'occhio della macchina da presa resta, come abbiamo detto, in superficie. Non si scade mai in quello psicologismo che danneggerebbe l'alchimia tra l'apparire delle cose e l'apparire delle persone, l'equilibrio è mantenuto attraverso il distacco per meglio orchestrare l'attenzione dello spettatore ai vari elementi del film. Ed è in questo preciso punto che il lavoro di Verbinski si dimostra geniale: lo spettatore, finendo per identificarsi con Jack Sparrow, assume un'atteggiamento percettivo di tipo estetico rispetto agli elementi del film, provando piacere per gli aspetti ludici del visibile.
Insomma, Verbinski crea un universo straordinario e grazie alla sua sapiente regia, lo restituisce al pubblico esattamente come lo vede e lo sente Jack Sparrow.

- Introduzione
evacuato da:
Marienbad
alle ore
00:38
| Permalink | commenti (22)
Commenti
#1   03 Giugno 2007 - 01:08
 
stiamo fottutamente alzando la media del n° di post annuali...
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#2   03 Giugno 2007 - 01:51
 
Si, vi vedo lanciatissimi!
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#3   03 Giugno 2007 - 02:18
 
Ci ispiriamo a vicenda.
Qui a Firenze abbiamo due pc l'uno accanto all'altro e così possiamo postare e nel contempo scambiarci effusioni. La cosa è stimolante in tutti i sensi...
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#4   03 Giugno 2007 - 02:53
 
bastardi ma siete tornati da ben 2 giorni e non avvertite!

E' troppo tardi per lasciare un commento più articolato, ma posso garantirvi sin d'ora che con questo post Marien conquisterà certamente il cuore del mio siamese, e forse perfino una menzione nel suo testamento.

Finalmente perr verr tigo ai perr verr titi. Non mi risparite che me la prendo.
Bacissimi,
L'Obsoleta e turpe Zia Agonia
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#5   03 Giugno 2007 - 13:48
 
cercheremo di continuare a marcar visita, impegni permettendo.
lo prometto, perdiana!
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#6   03 Giugno 2007 - 14:33
 
Ogni volta che prometti costanza e metodicità sento passare una sterpaglia trascinata dal vento lungo una strada deserta del Nevada.
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#7   03 Giugno 2007 - 15:29
 
difatti non ci dovreste credere, ma l'impegno ce lo metto tutto.
è che sono stato creato a base di incostanza e saltuarietà...
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#8   03 Giugno 2007 - 20:51
 
oddio hai anche tu come nensiboi il brutto vizio di mettere in corsivo i cognomi... è fastidiosissimo!
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#9   03 Giugno 2007 - 23:35
 
Sandro, ma un pacchetto di cazzi tuoi no? per te sarà fastidiosissimo, ma a me piace.
(dico "me" perchè sono io che formatto anche i post di Marien...)
il corsivo e il grassetto mettono in evidenza nomi e titoli, il che non è mai male per una ricerca rapida all'interno di un post da parte di terzi.
inoltre, nel caso dei nomi, non abuso di questa personalissima legge: vedi Verbinski che si ritrova scritto in corsivo soltanto la prima volta che viene citato, oppure il fatto che i nomi propri di personaggi e cose inerenti all'ambiente diegetico del film non vengono nemmeno sfiorati da tali modifiche.

perchè ti ho spiegato tutto ciò?
in realtà non lo so nemmeno io.
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#10   04 Giugno 2007 - 00:33
 
Anche a me non dispiace affatto. Rende la lettura, come dire, meglio organizzata.
Ma in effetti non c'è molto da spiegare, è così, punto.
Sandrix deve sfogare i suoi fastidi qui visto che su filmup viene mazzuolato per bene da Alzayd...
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#11   04 Giugno 2007 - 00:35
 
E comunque si è evinto che del film non ve ne fotte un cazzo. Ora sono in dubbio se scrivere o meno le altre due parti previste...
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#12   04 Giugno 2007 - 01:16
 
già detto che sono curioso di leggere il resto. però una che dice che sono io ad essere mazzolato da alzayd o non legge o è squilibrata almeno tanto quanto er beppe.
e comunque il corsivo si usa per i titoli, per i nomi fa schifo. kaputtt!
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#13   04 Giugno 2007 - 02:26
 
Comunque a me personalmente l'argomento interessa. Al di là del fatto che la saga non mi sia piaciuta (e che il terzo capitolo io non l'abbia neppure visto), trovo ci sia sempre qualcosa da imparare dai commenti di Marien, quale che sia il film. Il vero problema è che ho ben pochi mezzi per ribattere certe osservazioni.

In linea di massima ci tengo comunque a dire che non ho disprezzato il film in questione per una mia incapacità a concepire l'importanza dell'azione nel cinema odierno. Mi rendo conto del fatto che l'azione, oggi più che mai, sia parte essenziale del linguaggio cinematografico e mi rendo anche conto del fatto che Verbinski sappia dirigerla egregiamente sotto il profilo estetico. Quello che davvero non sono riuscito a digerire riguarda più che altro la costruzione del film nel suo complesso, che io personalmente ho recepito come un piatto susseguirsi di eventi in successione, senza che di fatto vi fosse alla base un reale "perchè" che giustificasse tale successione. No, forse mi sono espresso male. Provo a spiegarla in un altro modo: ho avuto la sensazione che ogni scena traesse il suo "perchè" da quella precedente e solo da quella, come se il film fosse un continuo divenire e abbandonare. C'è una logica che conduce dal punto "A" al punto "B"; c'è una logica che conduce dal punto "B" al punto "C"; Ma una volta giunti al punto "C", ci si accorge che il punto "A" non è servito a nulla se non a scopo meramente transitorio. E così via fino al punto "Z". E' questo che intendo quando parlo di struttura "piatta": completamente orizzontale, se mi consentite il termine. Questo è bene? E' male? Tecnicamente non saprei giudicarlo, probabilmente è solo una scelta come un'altra. Resta il fatto che questo modo di concepire la struttura di un film a me annoia a morte. Voglio dire: non c'è una vera e propria costruzione a lungo raggio (neppure banale o meramente pretestuale), ma solo un susseguirsi fine a sè stesso. Che poi la singola scena d'azione sia di fatto un bel vedere sotto il profilo estetico posso anche accettarlo, ma non so... evidentemente non mi basta. Nel primo capitolo, ad esempio, questo non accadeva ed infatti l'ho trovato complessivamente più godibile, sebbene nemmeno quello mi abbia esaltato particolarmente.

Fermo restando che non escludo il fatto di non aver capito una mazza del film e di aver appena sparato una caterva di puttanate, questo è sempre possibile, vista la mia scarsa conoscenza in termini di cultura del cinema.

Per il resto molte delle cose che Marien riesce a notare ad una prima visione, io spesso e volentieri le noto dopo una terza o quarta, e non nego che mi sia capitato più di una volta di comprendere o addirittura di rivalutare un'opera in seguito alla lettura di certi suoi interventi. Quindi chissà, non escludo possa capitare anche stavolta. Solo che se non completi il quadro non lo saprò mai.
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#14   04 Giugno 2007 - 13:35
 
No invece a me interessa molto, soprattutto se c'è qualcosa da dire di più sulla recitazione di Keira Knightley.
Se fossi donna mi piacerebbe essere identico a lei.
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#15   04 Giugno 2007 - 13:39
 
Cioè identica, anzi Identika.
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#16   04 Giugno 2007 - 16:33
 
penso che dovrete aspettare un pò per altri commenti della demoniaca.
tornata in quel di Buloogna lei è.

ci tengo a sottolineare però che l'intervento di deep mostra interessanti punti di dibattito: io, ad esempio, ho trovato la struttura organica globale dei bucanieri come il punto forte dell'intera opera.
tutto fuorchè piattume, in buona sostanza. a partire dall'evoluzione delle caratteristiche dei personaggi (per i quali ogni sequenza diventa vitale, al fine del delineare e del sottolineare) fino a giungere alla epica e rocambolesca successione degli eventi.
credo quindi si tratti più dell'over-citato "gusto", in questo caso, piuttosto che di oggettive carenze o pregi al livello strutturale.
in altre parole, il lieve e iper-cinetico stile di questi caraibici gandolfi (meta-cinema a parte) probabilmente non soddisfa il deep a livello epidermico...
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#17   04 Giugno 2007 - 17:37
 
un po' come i cognomi in corsivo insomma.
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#18   04 Giugno 2007 - 17:48
 
ma guarda che sei uno stracciacazzi non indifferente.
occhio che ti infilo tutto nudo, bendato e ricoperto di miele al Decadent... poi vediamo se parli ancora di corsivi...
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#19   04 Giugno 2007 - 18:53
 
Sarebbe il bellissimo locale fetish di cui mi ha parlato Luna?
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#20   04 Giugno 2007 - 19:17
 
vedo adesso che si chiama il Decadence e non Decadent...
comunque sandro ha postato il link nei commenti del post su Mariolino Manson.

ah deep, ti ho mandato un pvt qui su Splinder. dacci un'occhiata.
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#21   04 Giugno 2007 - 20:24
 
Hai fatto bene ad avvisarmi, mi sono persino accorto ora che ho un altro pvt risalente a circa due settimane fa che non avevo ancora visto.

Ad ogni modo ti ho risposto.
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#22   04 Giugno 2007 - 21:12
 
Sarebbe il bellissimo locale fetish di cui mi ha parlato Luna?

sì infatti è lei che ne ha parlato anche a me, non ne avevo mai sentito nulla.
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categoria: cineslurp
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