sabato, 02 giugno 2007
Eat Me Drink MeNelson Mandela Forum, Firenze, 29 Maggio 2007. In tale loculo e in tale recentissima data io e la mia consorte abbiamo assistito al concerto del fu Reverendo Mariolino Manson, icona del glam-industrial (termine musicale coniato alla cazzo di cane or ora) e simbolo ad honorem di una qual certa cultura musicale trasgressiva quanto effettistica, (im)perversa(nte) in tutto il great big white world a cavallo degli anni'90. Non starò a narrare le remote gesta di Brian Hugh Warner, ormai consolidate, almeno a grandi linee, nell'immaginario collettivo di chiunque abbia superato la ventina. Vi basti sapere che la sua figura è stata piuttosto influente nel background musicale della mia tardo-adolescenza, perciò mi sono sentito in dovere di imporre la mia presenza a questo live, anche in virtù del fatto che il Forum si trova a poco più di 500 mt dalla mia casa universitaria. Rigide premesse ad una scelta che oserei definire quasi obbligata, sebbene, è giusto chiarirlo da subito, non mi si possa annoverare tra i fans accaniti del tetro faccione.

Prima di esporre il resoconto dell'esperienza e i relativi giudizi è bene rievocare alcuni gustosi retroscena riguardanti il sottoscritto e la sua compagna. Alcune settimane fa, poco dopo aver comprato i biglietti per il concerto, mi sono domandato se, in pieno spirito "adolescente troppo cresciuto ma che ancora non se n'è accorto", non sarebbe stato il caso di agghindarsi in tema con l'evento. La risposta è stata, ovviamente, affermativa.
Il primo scopo da perseguire consisteva nell'ottenere lentine ad hoc: il web, portatore insano di qualsiasi mirabolante minchiata l'uomo possa pensare, è accorso in nostro aiuto ed abbiamo optato per il colore red-hot. Preferisco non intrattenervi con le sevizie che i miei bulbi oculari hanno dovuto sopportare una volta che il prodotto è giunto nelle mie manine pacioccose...
Il passo successivo riguardava l'abbigliamento: Marien ha incontrato pochi problemi, visto il suo vestiario casual talvolta punkabbestia con strascichi di jappo collegiale, ma io mi trovavo in crisi mistica, essendo oramai più proteso al fighetto pseudo-fashion che non al darkettone anti-clericale cugino di Bobby Beausoleil. Un rinomato negozietto situato nel centro di Firenze ha salvato la situazione, reinventando il mio vestiario con una giovialissima maglietta che utilizzerò soltanto un'altra volta, nel momento in cui varcherò i confini dell'Ade.
L'ultima cosa da sistemare era il trucco, ma non c'è niente che una buona dose di cerone accompagnata a matita, ombretto e smalto nero pece non possa fare.
Pronti? No. Decadentissimi. E allora via...

Manson Live 1Abbigliati come due demoni in pausa pranzo dall'Inferno ci siamo appropinquati in compagnia delle amicizie fiorentine a quello che già in molti simpaticamente chiamavano il Manson Mandela Forum. Dopo qualche sorso di birra e una sigaretta ci siamo decisi a varcare i cancelli, curiosi e tenebrosi.
La fauna non era delle peggiori, al punto che la nostra coppia gareggiava per il titolo di "figure maggiormente inquietanti seppur figose in modo assurdo". Certo, non mancavano i dark-inside, le creste fluenti, gli sverniciati, i Made in Tonaca, gli psycho-killers e nemmeno le mamme e i babbi che portavano le giovin figliuole ad assistere allo spettacolo di quell'assatanato con evidenti problemi di melanina, ma il tutto non era particolarmente trasgressivo e in buona sostanza rientrava nei ranghi del "malsano accettabile".
Una cosa che però saltava subito all'occhio era il bassissimo numero di spettatori presenti, poche migliaia a mezz'ora dall'inizio del concerto. Nessuna folla in assetto guerrigliero sotto il palco, pochi fotografi, snob nei confronti del gruppo spalla (ma questo deprecabile vizio è piuttosto un luogo comune nella maggior parte dei casi). A quel punto pochi dubbi: il Reverendo non richiama più immense schiere di dannati come ai concerti a cui mio malgrado non ho assistito. L'icona si è velocemente dissolta nel rapido susseguirsi delle mode. I seguaci di un tempo adesso se ne vanno in giro in doppio petto, rinnegando il loro passato. I giovani hanno altri idoli e nuovi cool-anticristi da erigere nelle loro alcove casalinghe. Pur essendo sempre stato interessato soltanto al lato musicale di Manson, questo scivolone nella media mi aveva messo addosso una nostalgia terribile, che ho presto rigettato in fondo all'animo attendendo il vero fulcro del mio interesse, ovvero l'esibizione live. Girovagando per il palazzetto, mentre l'attesa stava ormai volgendo al termine, in molti ci hanno chiesto una foto. Mi sono sentito un'attrazione della serata, sebbene sapessi che tale star-system istantaneo fosse generato unicamente dalla curiosità nei riguardi delle nostre lentine colorate, non così comuni come ci aspettavamo. Sapere che il giorno a seguire alcuni giovincelli sbarbati (e alcune bizzare tedesche...) avrebbero mostrato le loro foto in nostra compagnia agli amici con fiera spavalderia mi aveva per un attimo fatto sentire una celebrità. Sfigata, si, ma pur sempre una celebrità. Cosa ne avrebbe pensato Mariolino di questo mio tentativo di sfruttare la sua sintassi estetica per figoseggiare nell'ambiente dark? Non lo saprò mai. Passo quindi a narrarvi del concerto (in tempo presente, of course).

Manson Live 2Sono le 21 e poco più. Da qualche minuto davanti al palco è calato uno scuro tendone di vaste dimensioni con sopra riportate le iniziali del cantante, che poi sono le stesse di quel noto rappettone bianco platinato, che poi sono le stesse di quelle gustose caramelle al cioccolato portatrici di infamissime carie. La differenza, però, sta nel cupo rosso-su-nero che le ritrae e nella satanica forma della lettera "M", che nemmeno tanto velatamente riporta alla memoria la sagoma di una croce. Ci piace, accordato.
Il tendone lentamente viene riavvolto, le luci calano, partono le prime grida dal pubblico e una notevole massa di fumo si alza dal palco. Si può notare da subito che le coreografie sono scarne, limitate, ma il palazzetto non permette molto di più. Ci accontentiamo. Pochi attimi e iniziano a intravedersi le sagome dei musicisti e infine lui, Mariolino. Gli spettatori partono in quarta, emettendo ruggiti cavernicoli e urla stimpananti. Oh, finalmente del vero calore! Sulle note di If I Was You Vampire, canzone estratta dal recentissimo album Eat Me Drink Me, il bianco Brian si trasforma da ombra indistinta a prode squarcia-gola: "if I was your vampire, slim as the moon, instead of killing time, we'd love each other till the sun...". Non avevo ancora sentito il nuovo lavoro, sapevo soltanto che era il frutto di un lungo periodo di depressione non ancora conclusosi. Difatti questa canzone mette addosso un'infinite sadness non indifferente. La voce di Manson non è pessima come mi aspettavo, ma in compenso risuona laconica, grave, inquieta. Il suo corpo si agita, ma non appare più smanioso di esorcismi, anzi, sembra più bisognoso di sfogare una frustrazione fisica ed emotiva che si fa via via più opprimente.
Nel frattempo Marienbad, data la sua ridotta statura, mostra ai miei fiammeggianti occhi un viso deluso dalla limitata visibilità. Decido allora di issarla sulle mie spalle. Questa scelta, deleteria per il mio già malridotto fisico, sarà purtroppo una costante di gran parte dello spettacolo, con un risultato godereccio per lei, un pò meno per me.
Dead MansonCon la seconda song si passa al repertorio classico: è una Disposable Teens ruspante, anche se si continua a intravedere una certa stanchezza nell'esibizione di Mariolino, pur essendo soltanto agli inizi. Qualcosa non quadra e il puzzo di delusione inizierà a farsi più pungente durante la scaletta successiva. Molti brani tratti dal novello LP alternati a buon vecchi cult come Sweet Dreams e la sempre adrenalinica Rock Is Dead. Niente bibbie strappate. Nessun atto coprofilo. Pochi sputazzi verso il pubblico, benchè molte signorine s-vengano letteralmente per la gioia di cotal pioggia. Qualche bottiglia d'acqua praticamente piena gettata in mezzo alla folla con seri rischi traumatologici. Qualcuno narra di una bombola d'ossigeno avidamente ciucciata dal Nostro nel concludersi di ogni canzone. Non si respira Satana, non si osservano provocazioni degne di nota. Si assiste piuttosto ad un triste canto del cigno, enfatizzato dalle definitive assenze di un bassista poderoso come Twiggy Ramirez e degli altri componenti storici del gruppo. La nuova band è statica, quasi ad accompagnare il lamentoso strisciare sul palco del loro leader. Assorbo nostalgia per l'Anticristo che fu. Mariolino non è più un demone dello show-business, ma un triste e appassito essere umano. Canta (nemmeno tanto male) più per dovere che per desiderio d'evacuazione come invece faceva in passato. Questo suo nuovo lato non dovrebbe essere ritenuto disprezzabile a priori: nessun rocker resiste per sempre, tranne forse il neo-piratesco Keith Richards... Ma devo essere sincero, ho comprato i biglietti aspettandomi gioie luciferine e non disincanti da jet-set. La conseguenza, mentre una ridicola pioggia di pasticconi fa da sfondo a The Dope Show, è una netta delusione, sebbene il live sia tutto fuorchè inascoltabile.
The Beautiful People viene seguita da una breve pausa. Ci si aspetta almeno un bis degno di nota, una Antichrist Superstar, una Coma White, una Get Your Gunn, e invece ci viene dato il commiato con una singolo brano, la malinconica The Nobodies, cantata da sopra una gigantesca sedia al centro del palco.
Fine.
Poco più di un'ora è stata la durata del concerto. Qualche spettatore inizia ad andarsene deluso, qualcun'altro invece, probabilmente spinto dalla quasi-verginità in fatto di concerti, si lancia in prime entusiastiche considerazioni. Io mi dileguo un pò avvilito, un pò indiffirente. Mariolino mi ha sempre ispirato simpatia, con quel faccione ghignante e con le sue liriche blasfeme. Spero per lui in tempi migliori, ma da parte mia dubito che assisterò un'altra volta ad un suo live.
Porto un'entusiasta Marienbad a casa (non per altro è una delle quasi-vergini in fatto di concerti...), ma non prima di essermi tracannato una birra al pub, giusto per sfoggiare in un ambiente meno consono il mio diabolico travestimento.
Altro giro, altra corsa. Alla prossima.
evacuato da:
abysso
alle ore
19:21
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Commenti
#1   02 Giugno 2007 - 20:06
 
Ecco un artista che di fatto non ho mai seguito, ma che ho sempre istintivamente considerato un genio. Peraltro quelle poche sue cose che conosco sono tutte ottimissime.
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#2   02 Giugno 2007 - 20:18
 
io invece lo seguo da sempre.
non mi ha mai esaltato, ma allo stesso tempo non sono riuscito mai a denigrarlo.
ha dell'innegabile fascino, ohibò...
peccato che la situazione attuale lo renda una vittima dell'uman status.
per altro devo decidermi ad ascoltare l'ultima opera intimista appena uscita.
ovviamente appena Marien leverà le tende da casa mia.

p.s.:
Deep, ma sii sincero, te lo sei letto tutto il post?
in caso negativo guarda che è leggero leggero! mica come i tomi di Marien!!
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#3   02 Giugno 2007 - 20:34
 
io non l'ho mai seguito poichè la sua estetica di stampo tendenzialmente adolescenziale mi ha sempre sviato dal posare la mia attenzione sulla sua arte. Ma quelle poche volte in cui son riuscuto ad andare al di là della sua grotteca figura ho sempre potuto apprezzare qualcosa di sostanzioso. Da qui l'idea puramente istintiva che dietro quella merda ambulante si celasse un bravo artista.

Comunque certo che l'ho letto! Il fatto di non essere entrato nel dettaglio della vestizione e del concerto in sè è dipeso essenzialmente da 1) non far trasparire le mie brame nei confronti dello stile liceale-manga-dark e nello stesso tempo nel non inveire contro il tuo stile fighetto in luogo di quello tamarro... e 2) nel palesare in toto la mia effettiva ignoranza relativa ad alcuni dei suoi pezzi evidentemente più famosi.
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#4   02 Giugno 2007 - 21:51
 
ogni tanto (ma proprio tanto) il manson buono lo ascolto volentieri, ma anch'io lo conosco poco, anzi io lo conosco pochissimo (facciamo per un cazzo va').

ma stasera non ci si doveva andare ad alcolizzare rutti insieme? i soliti tirapacchi... vabbè che comunque piove anche qua.
peccato però per la performance poco esaltante del reverendo dividendo non sputazzendo, anzi a sto punto meno male che il mio amico non mi ha convinto a venirci...
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#5   02 Giugno 2007 - 22:10
 
@deep: in realtà è tutto vero. dietro quella estetica da diabolico strapazzo si cela un vero artista. purtroppo non è per la qualita della sua musica che il Reverendo è passato alla storia, nonostante sfoggiasse musicisti del calibro di Twiggy (un bassista con i controcazzi, difatti adesso è nei Nine Inch Nails...) e del vecchio batterista.
nell'ambiente sonico degli ultimi 2 decenni conta più la facciata, l'iconografia, che la qualità vera e propria, sempre riposta in secondo piano. MTV è stata artefice di questa catastrofe, ha sfruttato in simbiosi con le case discografiche il lato peggiore dell'amata "musica". l'estetica (non sonora, ovvio) ha sempre avuto un ruolo preponderante, sin dagli albori, ma adesso ci troviamo ad un vero paradosso...
questi sono però vecchi dati di fatto. inutile rimuginarci ancora sopra, anche perchè sto andando fottutamente fuori tema.

per quanto riguarda la ricerca di una conferma alla lettura del post, si trattava in realtà di una velata domanda: "perchè non ha chiesto nulla riguardo a possibili foto scattate in quella serata?"
quindi, già che ci sono, sappiate che, previa richiesta, saranno spediti tali oggetti del desiderio a chiunque si dimostri un venerabile adoratore di Satana.

@sandrix: la Marien si è protratta nella culla del Rinascimento un pò più del dovuto. I'm sorry for the pacco. visto il tempo atmosferico, forse è stato meglio rimandare a giorni migliori...
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#6   02 Giugno 2007 - 22:36
 
ah a proposito di satanismo feticistico con tendenze copro-pedo-papaboys, la maglietta e le lentine tenetele buone, semmai qualche volta ci venisse voglia di andare al decadence...
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#7   03 Giugno 2007 - 00:04
 
Ci penso io a proporgli certe performances tra le mura della camera da letto, non preoccuparti. Ma non ti giudichiamo, vacci pure da solo...
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#8   03 Giugno 2007 - 00:58
 
E comunque...
A proposito di Manson ho da dire la mia.
Io l'ho sempre trovato un grandissimo artista, un vero e proprio genio.
Dietro l'aspetto commercial, il Reverendo nasconde un animo sensibilissimo.
Il mio amore incondizionato per lui si accese un lugubre pomeriggio di pioggia quando, annoiata dal solito vegetare casalingo, accesi la tv e mi apparse lui, nel suo cupo splendore, nel bel mezzo di una bizzarra intervista.
Dovete sapere che in quell'occasione ho scoperto che manson è un cultore dei silent movies e che nel suo scantinato chic conserva una collezione che vede in primis i titoli dell'espressionismo tedesco. A quanto pare ha una passione per Murnau, Pabst, Wiene e gli altri cari amici crucchi... Non solo. Durante quella stessa intervista fece un paragone con il suo esistere da star e il Cesare del Gabinetto del Dottor Caligari. La sua descrizione, così lucida e tragica, mi fece quasi commuovere.
Il reverendo infatti ama molto partecipare alla realizzazione dei suoi video per dargli sempre quell'impronta espressionista che tanto ama (in mObscene è molto evidente la mescolanza tra danze da cabaret e la mostruosità, lo svendersi e l'essere come morti).
Ecco, questa sensazione di decadenza e di estrema dolcezza, che ormai si può ritrovare solo in quei vecchi film muti, io la intravidi in Manson allora, a discapito di tutte le sue bravate da rocker dannato.
Ma oggi, e soprattutto dopo questo concerto, quella che prima era solo una sensazione lieve è divenuta una vera e propria confessione sul palco. Manson non era stanco, era un uomo con le sue priorità: le sue emozioni. Non si fingeva star immune sul palco, lavorava con il peso della sua vita addosso (un divorzio difficile, la depressione). E anche questa volta l'ho amato, davvero tantissimo, ma questa volta anche come star. Ha davvero cantato splendidamente, senza eccessi. Si sentiva solo il sibilo del suo dolore. L'ho visto per quello che era, l'incarnazione del fantasma del palcoscenico, di tutto ciò che lui ha sempre amato nel cinema e nella musica.
Pochi artisti, al giorno d'oggi, possono essere definiti "la vera espressione di se stessi", beh, lui lo è.
Quando lo osservavo stringere il microfono, statico e confuso, l'ho sentito lontanissimo, mi sembrava altrove. A tratti mi è parso di percepire che si sentisse davvero solo tra tutta quella gente e quel frastuono e che quello che urlava non erano solo le sue canzoni, ma la sua solitudine.
Ho provato molta amarezza e in quella ho sentito l'esigenza di urlare con lui, per essergli un po' accanto.
Tanta amarezza quindi, ma un concerto davvero vissuto.

Francamente spero di poter assistere nuovamente ad un suo concerto e spero anche di avvertire un po' più di serenità nel suo esibirsi per il pubblico.

Naturalmente andrò a vedere il suo film Phantasmagoria, e naturalmente ne resterò ammaliata, poichè è ormai chiaro che si tratta di un genio.
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#9   03 Giugno 2007 - 01:00
 
- e mi apparse lui

Ma esiste davvero questo verbo?
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#10   03 Giugno 2007 - 01:03
 
Forse era apparve. Ma sono stanca, ho scritto tutta la sera. Non ce la facevo più... Perdonami.
utente anonimo

#11   03 Giugno 2007 - 01:04
 
si si... mi porterai a vedere pure quello...
però io non disprezzo la proposta di Sandrix.
e poi meno errori grammaticali, sonnambula!
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#12   03 Giugno 2007 - 01:05
 
si vabbè, deep mi ha nettamente anticipato...
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#13   03 Giugno 2007 - 01:17
 
Cazzo volete dopotutto, ho scritto di getto, in balia dell'emozione più autentica. Perdipiù questo cazzo di Splinder non permette l'edit dei post.

E infine, ma non meno importante, vi ricordo che nel giornalismo moderno e nella scrittura "webbettara" (cit.) la grammatica e la bella forma non hanno più motivo di esistere.

Il medium è il messaggio (ci. uno ancora più famoso dell'altro) e andatevene tutti a fare in culo.

Con affetto.
Marienbad
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#14   03 Giugno 2007 - 01:18
 
ci. ci...
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#15   03 Giugno 2007 - 10:29
 
Cazzo abyss! se fossi potuto venire avremmo passato il concerto a slinguazzarci, e allora sì che saremmo stati noi i più cul del concerto.
Bom dia!
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#16   03 Giugno 2007 - 13:50
 
guarda che avevamo avvertito in tempi non sospetti dove sai tu!

nessun dubbio, però, sulla cul-aggine del nostro trittico al completo, se ciò si fosse avverato...
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#17   03 Giugno 2007 - 13:56
 
Hai espresso perfettamente una sensazione che già nutrivo da diverso tempo nei confrotni di mariolino...Porello, da mansoniano della prima ora, un poco mi dispiace: speriam che si ricicli col cinema (ammetto di attendere con ansia il suo film sull'Alice di Carroll).Molto, molto lieto, di far la vostra conoscenza. E complimenti per gli ottimi gusti esibiti ad arte nel blog!
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#18   03 Giugno 2007 - 19:45
 
Phantasmagoria


ma che minchia hai linkato?
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#19   03 Giugno 2007 - 21:12
 
In effetti pure io mi sono sentito disorientato.
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#20   03 Giugno 2007 - 23:25
 
Ma non mi sarebbe bastato, sarei salito sul palco e avrei tentato di baciare anche Mariolino.
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#21   03 Giugno 2007 - 23:30
 
tardoni che non siete altro.
se frugavate un pò nel sito di Wild Bunch, nella sezione Films, alla voce Phantasmagoria, avreste trovato un pò delle (ancora) rarissime informazioni e immagini sul film di Manson...
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#22   04 Giugno 2007 - 00:42
 
Ma che frugare. Mi sono premurata di trascrivere il link esatto proprio per lanciarvi alla pagina relativa al film.
A lato potete anche visionare le prime immagini e la locandina del film.
Se ho lincato quel sito è proprio perchè è il primo e l'unico a fornire informazioni sul suddetto film.

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Commenti

categoria: adotta un idolo, quattrocentoquaranta hertz
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